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  • Con effetto immediato i Bandi di Regata di tutte le manifestazioni a calendario Nazionale, Zonale o di Circolo in preparazione e quelli già pubblicati dovranno contenere all'inizio la seguente dicitu


Convenzione FIV-Giunti Progetto VelaScuola
SETTANT'ANNI ASSOCIAZIONE VELICA TRENTINA
28.10.19

Formalmente l'Associazione Velica Trentina viene fondata il 29 novembre 1949 nella riunione tenuta nell'abitazione di Enrico Garbari in via Bomporto 19 a Trento e la sede viene stabilita presso il Grand Hotel Trento.
Nel dopoguerra, in tempi di scarsità, di emigrazione, di faticosa ricostruzione, sul lago di Caldonazzo in località San Cristoforo si ritrovarono alcuni appassionati della vela e in seno alla società Rari Nantes, società di nuoto, grazie al presidente Guido Manazzon e a Enrico Garbari, formarono la sezione velica della Rari Nantes, che nel 1949 diventerà l'Associazione Velica Trentina, per tutti: La Velica. Presidente : Enrico Garbari.
Fanno parte di questa prima fase della Velica Franco Ciresa, Domenico Fogarolli, Francesco Primon, Agostino Pontillo, Massimo Tornasi, Mario e Pino Menestrina, Renato Tornasi, Sergio Piazza, Romano e Giovanni Palazzolo, Corrado Sessa, Aldo Erdini, Meo Bassi, Ezio Vernaccini e Diodato Bari. Quest'ultimo è arrivato esule da Pola con un grande bagaglio tecnico sportivo maturato, assieme ai suoi cugini, nella società polese Pietas Julia.
La prima regata "dei laghi alpini" ospita Dinghy (come non ricordare la figura di Umberto Bosisio), beccaccini, jole olimpioniche e star. Nel 1950 viene organizzata la prima regata denominata
'Tridente d'oro" nome derivato dal trofeo che rappresenta il Nettuno con il tridente di piazza Duomo a Trento, offerto dalla città di Trento con il Sindaco Nilo Piccoli.
Nel 1950 La Velica viene affiliata a quella che diventerà la Federazione Italiana Vela.
nizia quindi la seconda parte della storia della Velica, con l'acquisto del terreno di proprietà ecclesiastica, e la costruzione della sede. Il contesto è quello degli anni cinquanta, dell'entusiasmo di una Italia che ha voglia di riscatto, di una vita migliore, di sentirsi liberi e felici. Acquisiti i terreni in località Valcanover, nella "Baia del sogno", con il lavoro volontario di donne e uomini, viene costruita la sede, su progetto di Francesco Primon, che sarà pienamente operativa già nel 1957. Come non ricordare le immagini di Angioletta Vernaccini, Maria Grazia Menestrina e Anita Garbari che con grande entusiasmo, pala in mano, collaborano nella sistemazione del piazzale mentre Marcella Hartmann trascina una carriola piena di terra: questo senso di comunità e partecipazione hanno fatto della Velica la grande famiglia che è ancora oggi.
Nel 1955 viene formata la prima flotta: "Flotta Trento" della classe "Snipe" e ottiene il riconoscimento SCIRA, divenendo nel 1962 "Flotta Punta Indiani", arrivando ai giorni nostri come la flotta più consistente e importante d'Italia, oggi guidata dal giovane Marco Dei Rossi.
Le cronache del 1953 ci raccontano che per la regata velica dei Laghi Alpini e Tridente d'Oro "un prezioso orologio da polso, d'oro, viene messo a disposizione dal Presidente del Consiglio, on. Degasperi, come suo contributo personale alla riuscita della manifestazione". E' il segno dell'importanza assunta dalla Velica nella realtà regionale e nazionale e della sua consacrazione nei livelli alti delle competizioni veliche a cui parteciperanno tutti i maggiori circoli velici regionali
(Fraglia di Riva del Garda e Circolo Velico Caldaro) e nazionali.
Dopo Enrico Garbari si sono succeduti alla guida della Velica Ezio Vernaccini, Orlando Lunelli, Sergio Golser, Fabrizio Trentini, Riccardo Patelli, Roberto Cimadom, Giuliano Bosisio, Roberto De Bernardis, Herbert Hoerterich, Roberto Emer.
Nel primo decennio del nuovo millennio, con il Presidente Roberto De Bernardis, con un Direttivo unito e determinato, viene ristrutturata la sede e rifatto il pontile in cemento grazie anche ad un importante contributo della PAT. Si inaugura il nuovo ristorante-bar gestito da Silvano Dossi che renderà piacevoli i momenti conviviali dei soci e degli ospiti regatanti: sarà un segno distintivo che farà apprezzare in tutta Europa la nostra associazione.
La storia della Velica fa parte integrante ormai della storia della vela nazionale e l'autorevolezza raggiunta viene ratificata dalla elezione in seno al Comitato della XIV Zona FIV di Roberto De Bernardis che per due mandati olimpici ne sarà il segretario.
Sul lago di Caldonazzo si formano velisti come Giuliano Demattè, quattro volte campione italiano della classe Snipe, come Antonio Bari e Gabriele Bernardis, sempre campioni italiani di quella classe. Andrea Piazza, Sergio Golser, Sandro Ciresa, i fratelli Primon, Marco Dallarosa conquistano primati nazionali nelle classi Snipe, 470, Finn e vengono selezionati negli anni '70 del secolo scorso per gli allenamenti olimpici.
Passano alla Velica anche personaggi storici della vela gardesana e nazionale come Norberto Foletti e Sergio Gaibisso, che guiderà la FIV fino al 2008. Si formano alle regate della Velica Mauro Pelaschier, mitico timoniere di Azzurra, e Luca Devoti campione olimpico della classe Finn a Sidney 2000, per arrivare ai gironi nostri con i giovani Ruggero Tita, olimpionico e pluricampione, e Federica Catarozzi, campionessa della classe Laser.
Pittori famosi come Gay immortalano su tela le ve le dell'associazione e sarà uno dei maggiori pittori trentini, perito nell'attentato al treno ltalicus, a dipingere il logo che campeggia sulla facciata del nostro circolo.
Accanto alla formazione dei giovani velisti, l'associazione ha organizzato negli anni prestigiose regate internazionali riportando la vela anche sul lago di Molveno con il Master e Femminile Snipe del compianto Renato Bruni di Cremona. Nuove proposte si sono aggiunte come il German open­Coppa Mitteleuropa, patron Herbert Hoerterich, che vede una partecipazione di equipaggi internazionali da tutto il mondo. Quale società di marketing può fare di meglio per pubblicizzare il lago di Caldonazzo?
Alle barche classiche (Snipe, 470,Laser, Optimist) e alla flotta "Punta Indiani" sono sorte la flotta J24 guidata dai fratelli Cattarozzi e quella Meteor capitanata da Alessandro Ferrara. Entrambe queste classi hanno ottenuto importanti risultati su tutti i principali campi di regata nazionali.
Grazie al lavoro di Vittorio Bortolotti è stata rilanciata l'attività della scuola per ottenere la patente nautica e con Dario Uber e Barbara Jesek la scuola di vela per ragazze e ragazzi.
Le regate infrasettimanali inventate da Vittorio Bortolotti, con tanto di classifica per timonieri e prodieri e premiazione finale, con grande successo di partecipazione, sono adesso seguite con passione da Angelo Rinaudo. Ma non posso non citare, per il suo contributo tecnico, umano, culturale, il nostro Ammiraglio Dalmazio Sauro, già comandante della mitica Amerigo Vespucci, che ci ha aiutato con la sua autorevole calma operosa a migliorare tutta la nostra attività e a gestire il sito web. E salutare i nostri Giudici federali Roberto Girardi e Paola Angeli.
Tutto questo è stato possibile grazie all'impegno, all'abnegazione e all'entusiasmo di decine e decine di uomini e donne, di ragazze e ragazzi che hanno fornito il loro tempo libero e la loro opera di volontariato: questo è il cuore e l'anima veri della Velica. La sua forza e il suo futuro!
Si può orgogliosamente affermare che sul lago di Caldonazzo è cresciuta una piccola accademia della vela con un nuovo Presidente, Roberto Emer, un nuovo direttivo composto di persone fortemente motivate, molto impegnate a proseguire questo lungo viaggio che il nostro fondatore così tratteggiava in apertura di un quaderno dedicato alla Velica: "La modestissima veste data alla raccolta del presente fascicolo, dirà di conservarlo fra le cose care.
Dopo tanti anni, il lettore distratto da altre novità, dai tempi moderni, scorrerà queste pagine con ammirata meraviglia per gli sforzi compiuti dai pionieri del "Lago" e della "Velica".
Nella retrospettiva di questo quaderno vi troveremo la grande, inesauribile passione sportiva e agonistica profusa nelle manifestazioni e nelle opere descritte.
Ne traggano forza e sia di sprone per tutti a continuare verso mete sempre più alte".
Buon 70 mo cara Velica e Buon vento

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